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Ottobre 2025

Ottobre 2025

04 dicembre 2025

Con il Circular Economy Act, in arrivo nel 2026, l'Unione Europea punta a raddoppiare il tasso di circolarità entro il 2030. Norme più efficaci, mercato unico per le materie prime seconde e tracciabilità digitale saranno gli assi portanti della nuova strategia. Come affrontare questo cambiamento? Servono “visione, coraggio e coesione”, come sottolinea Michele Zilla, presidente dei Consorzi Cobat, che nel 2025 hanno presentato il primo Bilancio di Sostenibilità. Un “passaggio storico” per un sistema sinergico di realtà impegnate ad alimentare il presente e il futuro della circolarità. Delle sfide per chiudere il gap di circolarità globale ed europeo parla Cillian Lohan, presidente del Civil Society Organisations’ Group del Comitato economico e sociale europeo (CESE), nonché fondatore e presidente inaugurale della European Circular Economy Stakeholder Platform, il network rivolto a tutti gli attori e le istituzioni che lavorano per la transizione circolare nell’UE. Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente e oggi presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, racconta invece come l’Italia stia proseguendo positivamente il suo percorso verso modelli più circolari, pur essendoci luci e ombre, nonché molti margini di miglioramento. Numerose sono le aziende impegnate sul fronte della transizione: LG Electronics, grazie alla partnership con Cobat RAEE, garantisce una gestione efficace, sicura e trasparente dei dispositivi elettrici ed elettronici a fine vita, mentre Mercedes-Benz ha sviluppato un sistema avanzato per la gestione sostenibile delle batterie, coinvolgendo officine, concessionari e autodemolitori, in collaborazione con Cobat Ripa. Infine, uno sguardo al settore europeo del tessile: nel 2026 o nel 2027, a seconda dell’iter burocratico, ogni Stato membro dell’UE dovrà adottare il proprio schema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che assegna ai produttori l’onere della gestione del fine vita dei prodotti, e si va ad aggiungere all’obbligo di raccolta differenziata entrato in vigore il 1° gennaio 2025 (l’Italia lo ha anticipato al 2024), ai sensi dell’EU Waste Framework Directive (WFD).