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Gli impatti ambientali e sociali dell’estrazione

01 febbraio 2026
Magazine

L’estrazione di materie prime critiche si intreccia spesso a significativi impatti ambientali e sociali in diverse aree del mondo. Oltre al caso del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo (in foto e nel servizio a pag.44), criticità rilevanti si riscontrano anche nel “triangolo del litio”, una vasta area compresa tra Argentina, Bolivia e Cile, dove si concentra oltre la metà delle riserve mondiali di questo metallo. In questa regione sudamericana si trovano i grandi salares degli altopiani andini, come quelli di Atacama e Uyuni: bacini salini ad alta quota, ricchi di salamoie contenenti litio. Qui le attività estrattive, fortemente idrovore, esercitano una pressione crescente su ecosistemi già aridi e fragili, con potenziali impatti anche sulle comunità indigene.

In Perù, come in Cile, la ricerca del rame pone sfide rilevanti in termini di consumo idrico e conflitti territoriali, così pure in Cina l’estrazione di litio e terre rare solleva interrogativi ambientali e sociali.

E ancora, in Indonesia la rapida espansione dell’industria del nichel è associata a deforestazione, inquinamento e tensioni con le popolazioni locali.

Questi esempi evidenziano come la transizione energetica vada accompagnata da politiche industriali responsabili, tracciabilità delle filiere e strategie di economia circolare, per non rischiare di riprodurre dannosi modelli estrattivi ad alto impatto.