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Di Maria Carla Rota

Fare sistema per dare un futuro alla moda siciliana

01 febbraio 2026
Magazine

Il Mythos Fashion District valorizza la filiera del tessile, creando sinergie tra i diversi attori presenti sul territorio. In collaborazione con Cobat Tessile e Confartigianato Palermo, ha dato vita a uno sportello per aiutare le imprese ad affrontare i nuovi adempimenti normativi.

Il 2026 segnerà un passaggio decisivo per il settore tessile italiano ed europeo: con l’entrata in vigore della Direttiva quadro sui rifiuti a metà ottobre 2025, infatti, l’UE ha introdotto un sistema obbligatorio di responsabilità estesa del produttore (EPR) per abbigliamento, calzature e altri articoli, che tutti gli Stati membri dovranno implementare entro un arco di tempo di 30 mesi, creando sistemi nazionali di raccolta, cernita, riuso e riciclo degli scarti. 
L’Italia, che si prepara ormai da tempo, punta ad essere operativa già entro il primo trimestre del 2026. Una trasformazione che impone alle imprese non solo nuovi adempimenti, ma soprattutto un cambio di paradigma: nessuna azienda può affrontare questa transizione da sola, ma servono collaborazione, competenze condivise e sinergie di filiera. In questo contesto l’esperienza del Mythos Fashion District, in Sicilia, assume un valore esemplare. “Siamo nati nel 2020, quando la Regione Siciliana ha approvato una serie di distretti produttivi, nell’ambito di un’iniziativa per valorizzare le eccellenze locali e promuovere lo sviluppo economico, l’innovazione e la digitalizzazione”, spiega la presidente Flavia Pinello, che è anche presidente della categoria Moda di Confartigianato Palermo e Sicilia.

Una rete di oltre 60 imprese

In un momento complesso e incerto, come quello della pandemia, ha così preso il via un progetto collettivo capace di dare voce, forma e prospettiva alla moda siciliana. “Per superare alcuni limiti operativi, ci siamo costituiti in rete d’impresa, in modo da poter partecipare in gruppo a bandi, gare e progetti. Oggi nel Distretto riuniamo 63 imprese, rappresentative di una filiera completa, sia orizzontale sia verticale”. Stilisti, designer, produttori e retailer: un ecosistema, che riflette la ricchezza di questo comparto, composto da tante imprese di piccole dimensioni, ma di grande valore. “La moda siciliana è una realtà poco conosciuta e spesso sottovalutata: vogliamo promuovere la nostra artigianalità, la capacità creativa, la qualità dei prodotti”.

I servizi per le aziende 

Alle realtà aderenti il Mythos Fashion District offre una gamma completa di servizi professionali, che vanno dal supporto creativo alle produzioni conto terzi: “Si lavora insieme per i grandi marchi del lusso, anche internazionale, garantendo standard elevati e diffondendo il Made in Sicily nel mondo”.
La collaborazione si esprime anche in ambiti meno convenzionali. “Partecipiamo alle produzioni cinematografiche nella nostra regione, realizzando costumi ad hoc”. Per esempio, per Buio come il cuore, un noir del 2024 diretto da Marco De Luca, il distretto ha curato la creazione di abiti Anni 50: “È stato un lavoro di squadra, che ha rafforzato la progettualità condivisa”, racconta Pinello.
Lo stesso spirito guida la presenza collettiva alle fiere di settore, in Italia e all’estero, e le collaborazioni con grandi realtà retail, come La Rinascente Palermo, dove “Mythos Fashion District si è presentato come interlocutore unico per la gestione di più brand”.

Lo sportello per le aziende

Un’altra esigenza che emerge con forza è quella della formazione, a maggior ragione in un settore come quello della moda, le cui regole in tema di etichettatura, packaging, tracciabilità e conformità sono da anni in forte evoluzione. “Nel 2023 ha preso forma la collaborazione strategica con Cobat Tessile, grazie alla quale abbiamo offerto alle imprese un percorso di aggiornamento, fatto di workshop, incontri tecnici e momenti di confronto.

Nel 2025, inoltre, insieme anche a Confartigianato Palermo, abbiamo aperto uno sportello dedicato a tutte le aziende aderenti al Mythos Fashion District. L’obiettivo è quello di favorire un percorso virtuoso di adeguamento normativo, riduzione degli sprechi e valorizzazione della sostenibilità come asset competitivo”.
Il futuro guarda anche al Passaporto Digitale del Prodotto, una vera e propria carta d’identità digitale del capo di abbigliamento, che racchiude tutte le informazioni, dalla provenienza delle materie prime alla produzione, fino alle modalità di smaltimento o riciclo. “Accessibile tramite QR code o codice univoco, renderà più trasparente e tracciabile l’intera filiera. Dal 2027 sarà obbligatorio per il tessile, ma già da gennaio 2026 è attivabile su base volontaria: noi ci stiamo lavorando, perché vogliamo permettere alle aziende di distinguersi e mettersi in regola in anticipo”.

I progetti per il futuro

In quest’ottica si inseriscono anche i primi progetti sperimentali per il recupero degli scarti tessili, avviati a Palermo con il supporto dell’amministrazione comunale, per intercettare i materiali prima che diventino rifiuti e restituire loro valore. Tra le nuove iniziative, l’apertura di laboratori condivisi per campionature e prototipi nella sede operativa dell’Abbazia di San Martino delle Scale, vicino a Monreale, con l’ambizione di diventare in futuro una vera scuola di moda. “Stiamo rafforzando il fashion siciliano come sistema, portando le nostre istanze all’attenzione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche grazie all’istituzione di un apposito tavolo per la moda, il primo del Sud Italia, a cui, oltre a Mythos Fashion District, partecipano Camera di Commercio, Confartigianato, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e altri, perché muoversi come comparto rende tutto più efficace”, conclude Pinello.