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Educare alla sostenibilità attraverso l’innovazione digitale

07 maggio 2026
Magazine

Tour virtuali, contenuti interattivi, campagne radio e tv: grazie a strategie di comunicazione diversificate, i Consorzi Cobat avvicinano all’economia circolare nuove generazioni e fasce d’età più adulte

L’educazione ambientale è entrata stabilmente nelle scuole, ma, per diventare davvero efficace, ha bisogno di trovare linguaggi sempre più accessibili, capaci di coinvolgere gli studenti e le studentesse. Da questa consapevolezza nasce Circular Hub, il progetto promosso da Ancitel Energia & Ambiente, a cui Cobat Ripa e Cobat RAEE hanno aderito negli ultimi anni. L’iniziativa unisce transizione ambientale e innovazione digitale per parlare alle giovani generazioni con codici familiari, trasformando l’economia circolare in esperienza diretta. “Grazie al suo inserimento nell’ambito dell’educazione civica, l’educazione ambientale è oggi più presente nella didattica. Tuttavia, in molti casi manca ancora continuità e i contenuti rischiano di rimanere troppo teorici: proprio per questo, il contributo di soggetti esterni, come i consorzi, può essere particolarmente utile nel portare esempi concreti e strumenti più interattivi nelle classi”, sottolinea Michele Priori, direttore generale di Consorzi Cobat.

Il progetto Circular Hub 
Circular Hub è un efficace strumento di sensibilizzazione e formazione, focalizzato sui temi dell’economia circolare e della corretta gestione dei rifiuti tecnologici, come apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, moduli fotovoltaici. Solo nell’anno accademico 2024/2025 sono stati raggiunti quasi 5.200 studenti, appartenenti a 99 istituti distribuiti in 16 regioni italiane. La piattaforma interattiva www.vtcobat360.it mette a disposizione di docenti e studenti risorse didattiche aggiornate, contenuti multimediali e tour virtuali negli impianti di riciclo, offrendo un’esperienza educativa accessibile, coinvolgente e personalizzabile. 
Alle attività di engagement e agli incontri formativi in presenza nelle scuole, poi, si affianca la possibilità di partecipare, come singoli oppure in gruppo, a un concorso creativo nazionale attraverso la realizzazione di disegni, video e plastici dedicati al tema del recupero dei rifiuti ad alto contenuto di materie prime strategiche: i vincitori dell’edizione 2025 hanno ricevuto voucher per un valore complessivo di 6.000 euro, da utilizzare per l’acquisto di materiale scolastico e strumenti informatici. Circular Hub prevede anche l’allestimento di stand esperienziali in occasione di eventi pubblici, come “Fa’ la cosa giusta!” a Milano e “Green MED” a Napoli, dove esplorare i processi di riciclo grazie ad appositi visori.

Educazione ambientale a scuola

“Come abbiamo potuto sperimentare attraverso questa iniziativa, un approccio interattivo è fondamentale: quando hanno la possibilità di interagire con i contenuti, studenti e studentesse mostrano un elevato livello di coinvolgimento, mentre il corpo docenti apprezza materiali strutturati e facilmente integrabili nella didattica. A risultare molto efficaci sono soprattutto quegli strumenti che permettono di visualizzare concretamente i processi e comprendere il destino reale dei rifiuti”.
In questo senso l’offerta di piattaforme digitali e tour virtuali rappresenta una leva significativa: “Va detto che i tour virtuali non sono una tecnologia nuova: esistono da molti anni e, in altri ambiti, possono anche essere considerati in parte superati rispetto a strumenti più avanzati. Tuttavia, nel caso specifico del mondo dei rifiuti, storicamente percepito come poco trasparente e difficile da comprendere, assumono un valore particolare”, prosegue Michele Priori.

Comunicare l’economia circolare  

Offrire la possibilità di entrare virtualmente in un impianto, osservare da vicino le fasi del trattamento e ‘immergersi’ nei processi, ha un impatto significativo non solo sul piano informativo, ma anche su quello culturale. “È un modo per rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto e per costruire fiducia, permettendo ai cittadini di ‘toccare con mano’, almeno simbolicamente, ciò che accade ai rifiuti dopo il conferimento”.

Una strategia orientata alla trasparenza e al coinvolgimento, rivolta non solo alle nuove generazioni, ma all’intera società. “Negli ultimi anni il settore dell’economia circolare ha fatto passi avanti significativi sul piano comunicativo. Rimangono però alcune criticità, come la tendenza a un linguaggio troppo tecnico e la difficoltà di rendere tangibili i benefici per il cittadino. Inoltre, spesso le iniziative risultano frammentate, mentre ci sarebbe bisogno di costruire una narrazione più coordinata e continuativa”, riflette ancora Priori.

 

Cobat RAEE on air

Dal punto di vista dei canali e dei linguaggi, l’esperienza di Consorzi Cobat evidenzia l’importanza di un approccio integrato: sono state organizzate campagne di comunicazione sui canali Rai, sia radiofonici sia televisivi, dedicate alla corretta gestione dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), all’interno del più ampio tema dell’economia circolare.

“Ogni giorno, nelle nostre case, sono presenti RAEE come cellulari, computer, piccoli elettrodomestici, lampadine, cavi e dispositivi elettronici che, se non gestiti correttamente, rischiano di finire nell’indifferenziato o di restare inutilizzati nei cassetti. Eppure, questi rifiuti contengono materiali preziosi che possono essere recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo, riducendo l’impatto ambientale e il consumo di nuove risorse”, ricorda Valentina Negri, direttrice generale di Cobat Raee. “L’obiettivo è quindi quello di rafforzare l’informazione e la consapevolezza dei cittadini sull’importanza di conferire correttamente i rifiuti elettronici, promuovendo comportamenti responsabili lungo tutta la filiera del riciclo e valorizzando il ruolo attivo di ciascuno. Ogni gesto quotidiano contribuisce concretamente a un sistema più sostenibile”.

Se i mezzi tradizionali, come televisione e radio, si sono rivelati ancora molto efficaci per raggiungere un pubblico ampio e trasversale, allo stesso tempo le piattaforme digitali e i social media permettono di costruire un rapporto più diretto e dinamico, soprattutto con i più giovani. “Abbiamo visto che funziona particolarmente bene un linguaggio semplice, ma rigoroso, capace di evitare sia il tecnicismo eccessivo sia la banalizzazione, accompagnato da esempi concreti e da una forte componente visiva”, aggiunge Negri.

 

La strategia di Consorzi Cobat

“Senza cittadini consapevoli anche i sistemi più efficienti di raccolta e riciclo rischiano di non funzionare pienamente”, riprende Michele Priori. “Per questo motivo, accanto allo sviluppo delle attività operative, Cobat ha progressivamente investito in iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione, costruendo un dialogo continuo con il pubblico".

Il tema dell’educazione ambientale è oggi una componente strutturale della strategia dei Consorzi Cobat. “Un sistema come il nostro ha caratteristiche particolarmente efficaci per contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità. Da un lato, può contare su una presenza capillare sul territorio e su relazioni consolidate con enti locali e imprese; dall’altro, dispone di competenze tecniche che gli permettono di comunicare in modo autorevole e concreto. Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di collegare il cittadino alla filiera, rendendo comprensibili processi complessi”.