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Che fine hanno fatto Greta Thunberg & co?

14 maggio 2026
Magazine

I volti dei Fridays For Future e di altri movimenti ambientalisti hanno meno visibilità mediatica che in passato, ma nel frattempo l’impegno è diventato lotta per i diritti. Una generazione tutt’altro che inattiva, anche in Italia.

All’inizio nei movimenti collettivi tutto sembra possibile. È quello che il sociologo Francesco Alberoni ha definito “stato nascente”: una fase iniziale, carica di entusiasmo, in cui un gruppo di persone si riconosce in un’urgenza comune e dà vita a qualcosa di nuovo, spesso in opposizione alle istituzioni. È una fase creativa, travolgente, anche caotica. Alberoni la paragona all’innamoramento: un processo di rottura e ricostruzione, che trasforma profondamente chi lo vive. Poi, però, arriva il tempo della stabilizzazione, dell’organizzazione, della costruzione. L’amore. O, nel caso dei movimenti, l’istituzionalizzazione: le energie si canalizzano, si strutturano, cercano di incidere nel concreto.
Un percorso, che ricorda quello dei Fridays for Future, il movimento ambientalista nato tra il 2018 e il 2019 attorno alla figura di Greta Thunberg: piazze piene, mobilitazioni globali, milioni di giovani coinvolti. La crisi climatica entra con forza nel dibattito pubblico e diventa un tema centrale.  Poi, gradualmente, l’onda mediatica si ritira, le piazze si svuotano, l’attenzione si sposta altrove: pandemia, guerre, crisi economiche.  Il movimento non scompare, ma si trasforma, ampliando il suo raggio d’azione e avvicinandosi ad altre istanze, come spiega anche Alessia Iotti nell’intervista a pag. 12. Nel 2025 abbiamo visto Greta Thunberg partecipare a diverse missioni umanitarie nel Mediterraneo con la Freedom Flotilla Coalition, a bordo di imbarcazioni dirette verso Gaza, nella consapevolezza che ambiente, diritti umani e conflitti geopolitici sono sempre più interconnessi.
 
L’obiettivo? “Tenere insieme le sfide”
A ben riassumere questo nuovo corso, che riguarda anche altri movimenti ambientalisti, come Extinction Rebellion e Ultima Generazione, è Giacomo Zattini: tra i fondatori di Fridays For Future Italia, sta mettendo a frutto sul fronte politico e istituzionale la sua esperienza nell’ambito dell’azione per il clima, del coinvolgimento degli stakeholder e della partecipazione giovanile. Dopo aver conseguito un Master in Relazioni Internazionali e Affari Diplomatici ed essere stato candidato alle elezioni europee, oggi è ambasciatore del Patto europeo per il clima. Cosa vuol dire? “In questo calderone scomposto, in cui sembra che la transizione ecologica sia scomparsa dai radar, a beneficio di riarmi, conflitti e altri disastri, da parte mia vuol dire tenere insieme le sfide che ci circondano, unite da un filo di coerenza”, scrive su Linkedin.  “Il Green Deal Europeo è come l'Europa: in divenire e sotto attacco. Così imperfetto, che talvolta viene voglia di buttarlo via del tutto. Sarebbe un grave errore, perché è la strada che abbiamo per una società migliore. Siamo a metà del guado, con forze che premono da una parte e dall'altra, e in un contesto internazionale che rema contro. Ci servono piazze che non chiedano una cosa sola, ma più cose. L’Europa potrà farsi se sarà l'Europa della pace, della transizione ecologica e della giustizia sociale”.
 
Dalla comunicazione al territorio

Anche Sofia Pasotto, attivista e divulgatrice, oggi si muove tra l’Italia e Bruxelles, dopo un Master in Climate Change a Copenaghen. Ha lavorato alla strategia social di comunicazione delle elezioni europee 2024, è assistente parlamentare in Senato, conduce per RaiPlay il programma “Pianeta Sofia”, di cui è anche co-autrice, ed è content creator del canale TikTok @telospiegasofia, in cui “ogni giorno (o quasi) si parla di crisi climatica con semplicità e un pizzico di sarcasmo”. 
Valentina Gastaldi è diventata consigliera comunale nel comune di Brescia, come Capogruppo di Brescia Attiva, lista civica nata grazie alla collaborazione tra alcune storiche realtà ambientaliste della città e i giovani di Fridays For Future, segno di come l’energia iniziale si stia traducendo in azione amministrativa.

Quando l’energia diventa lavoro quotidiano 
E ancora, ma si potrebbero citare molti altri nomi, Sara Sessa è impegnata in diverse realtà, tra cui COmunità Romana Ecologica (CORE), ong che lavora per trasformare Roma in una città più verde, inclusiva, abitabile, ecologista. Insieme ad altre tre attiviste di Fridays For Future Italia, ha co-fondato la Consultoria Transfemminista, una risorsa pensata per affrontare i casi di violenza di genere all’interno del movimento per il clima, a testimonianza di quanto le istanze ormai siano intrecciate. 
Quando l’energia della piazza si trasforma in lavoro quotidiano, non importa quanto visibile, è segno di una fase diversa. Meno rumorosa, ma decisiva.