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Rapporto 2025: l’Italia conferma un ruolo da protagonista nel riciclo, ma emergono criticità per plastiche e RAEE

17 dicembre 2025
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L’ultimo Rapporto 2025 sul Riciclo in Italia, a cura della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dipinge un quadro di forte leadership nazionale nel recupero delle risorse e nell’uso di materiali riciclati, pur con sfide importanti da affrontare nelle filiere più critiche. 


Performance generali e leadership europea
Secondo lo studio, nel 2024 il tasso di utilizzo circolare dei materiali in Italia ha raggiunto il 21,6%, segnando un miglioramento rispetto all’anno precedente e attestandosi quasi il doppio della media europea. Questo risultato è reso possibile da un’elevata quota di rifiuti avviati al riciclo, che nel complesso raggiunge l’85,6% dei rifiuti gestiti — il valore più alto tra i Paesi dell’Unione. 


Un settore strategico per ambiente e competitività
Il rapporto evidenzia come l’industria del riciclo sia un elemento strategico non solo per la riduzione dell’impatto ambientale — attraverso il risparmio di risorse e la diminuzione di emissioni — ma anche per la competitività dell’industria italiana, fortemente dipendente dalle importazioni di materie prime vergini. 


Criticità in alcune filiere
Nonostante il quadro complessivamente positivo, il rapporto solleva due criticità principali:

  • Crisi del riciclo delle plastiche: i prezzi, i margini di redditività e la domanda di materie plastiche riciclate risultano in difficoltà, con giacenze di materiale che stentano a trovare sbocchi industriali. 
  • Difficoltà nel riciclo dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche): i bassi tassi di raccolta intorno al 30% limitano la disponibilità di queste materie prime secondarie e rallentano gli investimenti in impianti di trattamento avanzato. 

Prospettive future con nuove normative UE
Il Rapporto sottolinea anche l’attesa per l’applicazione di nuove regolamentazioni europee, in particolare per gli imballaggi, i rifiuti alimentari e i tessili, che potrebbero fornire ulteriori spinte positive all’industria del riciclo nei prossimi anni. 


L’Italia mantiene dunque una posizione di leadership europea nel riciclo, con livelli di performance ambientale e industriale significativamente superiori alla media UE, ma ora si trova di fronte alla sfida di consolidare i risultati e sostenere lo sviluppo delle filiere più deboli.

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