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Batterie al litio, Cobat RIPA in audizione al Senato: «Tracciare anche i flussi destinati al riutilizzo e all’esportazione»

30 ottobre 2026
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Il futuro della filiera delle batterie agli ioni di litio si costruisce a partire da una conoscenza puntuale dei flussi e dalla capacità di prepararne la gestione nel lungo periodo. È questo uno dei messaggi portati da David Viva, direttore generale di Cobat RIPA, durante l’audizione del 20 ottobre presso la Commissione Ambiente del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione, il riutilizzo e il recupero delle batterie agli ioni di litio.

I dati raccolti da Cobat RIPA attraverso le dichiarazioni dei produttori e degli importatori aderenti al Consorzio evidenziano una crescita significativa del mercato: l’immesso di batterie al litio è in continuo aumento trainato dal comparto automotive e mobilità elettrica leggera.

Numeri che offrono indicazioni importanti per programmare le esigenze future della filiera. Considerata la lunga vita utile di queste batterie, monitorare l’immesso oggi significa anche stimare i quantitativi che dovranno essere gestiti nei prossimi 10-15 anni, pianificando per tempo le infrastrutture e le capacità di trattamento necessarie.

Tracciare le batterie lungo tutto il loro ciclo di vita

Nel corso dell’audizione, Viva ha sottolineato che il monitoraggio dei flussi non può limitarsi alle quantità immesse sul mercato e raccolte nell’ambito della responsabilità estesa del produttore. È necessario seguire anche le batterie destinate al riutilizzo e al ricondizionamento, così come quelle che escono dal territorio nazionale: flussi che, se non adeguatamente tracciati, rischiano di sottrarsi alla visibilità del sistema consortile e del Centro di coordinamento batterie.

La gestione deve inoltre rispettare la gerarchia delle priorità prevista per i rifiuti. Prima del riciclo viene la prevenzione, attraverso anche la corretta manutenzione e il prolungamento della vita utile; quando possibile, seguono la preparazione per il riutilizzo e il ricondizionamento. Il riciclo interviene quando la batteria ha esaurito le possibilità di impiego, consentendo di recuperare materiali da reintrodurre nei cicli produttivi.

In questo percorso, la valutazione dello stato di salute della batteria (State of Health, SOH) è essenziale per individuare la destinazione più appropriata. Altrettanto importante è l’informazione rivolta agli utilizzatori finali, affinché le batterie a fine vita siano conferite ai canali corretti e non confluiscano in circuiti di raccolta non idonei, come il rifiuto indifferenziato, RAEE, imballaggi o altre filiere.

Più capacità di riciclo per recuperare le materie prime

La crescita del mercato rende urgente anche lo sviluppo della capacità industriale di trattamento. Per Cobat RIPA è fondamentale investire in nuovi impianti di riciclo e potenziare quelli già presenti sul territorio nazionale, accompagnando l’evoluzione tecnologica con volumi adeguati, competenze specialistiche e strumenti efficaci di tracciabilità.

Durante l’audizione, Viva ha inoltre richiamato l’attenzione sul Registro nazionale degli impianti di trattamento delle batterie, istituito dal Centro di coordinamento batterie, al quale sono tenuti a iscriversi gli impianti interessati. Uno strumento rilevante per rafforzare la conoscenza degli operatori e delle attività di trattamento, in una fase in cui la capacità di gestire correttamente le batterie al litio assume un’importanza crescente.

La sfida, dunque, non riguarda soltanto la raccolta: richiede un sistema capace di accompagnare le batterie lungo l’intero ciclo di vita, valorizzarne il potenziale di riutilizzo e garantire il recupero delle materie prime. La tracciabilità dei flussi e il rafforzamento della filiera nazionale saranno determinanti per affrontare l’aumento dei quantitativi attesi nei prossimi anni.